Trump e populisti europei: quando in tempi non sospetti scrivemmo che si trattava di movimenti opposti

Sulla stampa c’è un grande stupore per la gestione Trump sulla politica estera, molti dei quotidiani più blasonati sia italiani che europei ed anche americani stanno in questi giorni “scaricando” l’ex presidente Obama con articoli molto dura sulla sua gestione disastrosa della politica estera in medio oriente (la domanda è come mai questi articoli arrivino solo ora a prescindere o meno da Trump, visto che in ogni caso la gestione Obama è stata disastrosa a prescindere da chiunque fosse stato il futuro presidente).

Inoltre iniziano ad arrivare i primi appoggi sia giornalistici che da parte del partito democratico americano ed anche dalla totalità dei leader europei all’attuale amministrazione Trump e alla presa di posizione internazionale verso il medio oriente ed anche verso la corea del nord.

Il nuovo presidente con una presa di posizione netta di politica estera, mai avvenuta in otto anni di era Obama, sta ottenendo molti consensi anche da parte dei più scettici mentre paradossalmente sta perdendo consensi da parte dei movimenti anti sistema europei.

Ricordiamo che la nostra rivista ha più volte scritto che tra il programma di Trump e i partiti populisti europei non c’è nessun legame, si parte si dal punto di partenza nazionalista ma l’implementazione del programma è totalmente opposto e sarebbe bastato seguire i comizi elettarali del neo presidente americano per rendersene conto.

Il nostro stupore in realtà è nel vedere lo stupore dei media verso il nuovo presidente e soprattuto lo stupore nel vedere i partiti anti sistema europei capire finalmente che Trump ha idee totalmente opposte alle loro, cosa da noi sottolineata già prima delle elezioni.

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