Senza ulteriori riforme l’Italia uscirà dalla crisi nel 2045

Al netto di tutte le ideologie pro euro, pro lira, pro liberismo o pro statalismo alla fine ci si scontra sempre con i numeri e con la matematica e i dati sono impietosi: l’italia è uno dei paesi occidentali più vecchi del pianeta e se leghiamo questo dato con il nostro sistema pensionistico che si bassa sulla tassazione dei lavoratori per pagare le pensioni capiamo subito che più diminuiscono i giovani al lavoro e più aumentano gli anziani, con questo sistema si va in recessione.

Purtroppo l’errore è stato a monte e cioè creare un sistema pensionistico basato sulla ridistribuzione (e cioè sulla tassazione di taluni per pagare altri) e non sull’accumulazione (cioè prelevare il denaro da ogni persona, investirlo e restituirlo con interessi alla persona stessa durante la pensione).

L’errore matematico insito nel sistema pensionistico ridistributivo è che esso funziona solo con una demografia costante ma se in un momento storico (come quello attuale) si ha un calo delle nascite (e quindi dei lavoratori) ed un aumento degli anziani prossimi alla pensione il sistema non regge perchè a fronte di un giovane ci sono più anziani da mantenere.

Questo doveva essere analizzato a tempo debito e risolto di conseguenza ma la politica (pur consapevole del problema) ha preferito proseguire in quel modo per non perdere voti elettorali, portandoci alla recessione attuale e costringendo a continue riforme pensionistiche che portano al pensionamento verso i 70 anni, altrimenti non ci sarebbero soldi per pagare le pensioni stesse visto che i pensionati supererebbero i lavoratori

Demografia italiana

demografia

 

 

Tassazione come conseguenza della situazione precedente (italia ultima con tasse più elevate)

TOTAL-TAX-RATE

 

Spesa pubblica italiana (record per le pensioni)

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Incidenza spesa pensionistica sul PIL

Il grafico seguente evidenzia che senza l’odiata riforma Monti – Fornero l’incidenza delle pensioni sul PIL sarebbe andata fuori controllo, in ogni caso la riforma inciderà in prospettiva e non nell’immediato e senza una riforma pensionistica retroattiva dal sistema retributivo a quello contributivo il paese uscirà da questa crisi solo nel 2045.

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