Programmi elettorali di Macron e Le Pen

EMMANUEL MACRON

-Piano d’investimenti da 50 miliardi (incentrato sulla formazione e l’aumento delle competenze, la transizione energetica e la modernizzazione dello Stato)

-Calo della pressione fiscale sulle imprese, dal 33,3% al 25%

-Creazione di un fondo da 10 miliardi destinato a finanziare l’innovazione nell’industria

-Trasformazione del Cice (il credito d’imposta da 20 miliardi per le aziende) in esonero contributivo sulle retribuzioni più basse

-Riduzione di 60 miliardi della spesa pubblica, per farla scendere dall’attuale 57% del Pil al 52%

-Taglio di 120mila dipendenti pubblici

-Prelievo unico del 30% sui redditi da capitale

-Dieci miliardi di alleggerimento fiscale sulla casa

-Varo di un “Buy european act” perché le commesse pubbliche siano riservate a imprese che hanno in Europa almeno la metà della loro attività

-Realizzare un’Europa della difesa con un fondo specifico

-Creare un mercato unico europeo dell’energia e dell’economia digitale

-Trasferire a livello di azienda le decisioni sulla durata dell’orario di lavoro (mantenendo quella legale a 35 ore)

-Sospendere l’indennità di disoccupazione a chi rifiuta più di due offerte di lavoro

-Aumentare il budget della difesa dall’1,7% al 2%

-Aprire gli uffici pubblici la sera e il sabato

-Creare un servizio militare obbligatorio universale di un mese

-Varare una riforma delle pensioni che preveda una sola cassa e regole uguali per tutti, con l’abolizione dei regimi speciali

-Realizzare una legge di moralizzazione della vita pubblica che preveda per i parlamentari il divieto di retribuire dei familiari e di avere attività di consulenza

 

MARINE LE PEN

-Negoziare con l’Unione europea il recupero della piena sovranità monetaria (con l’abbandono dell’euro), territoriale (con la sospensione dell’accordo di Schengen), legislativa ed economica

-In caso di insuccesso, entro sei mesi referendum per l’uscita dalla Ue

-Superamento dell’indipendenza della banca centrale

-Adozione del proporzionale in tutte le elezioni (con premio di maggioranza alla Camera)

-Abolizione delle Regioni

-Portare dall’1,7% al 3% del Pil il budget della Difesa

-Assunzione di 15mila poliziotti

-Creazione di 40mila posti in più nelle carceri

-Tetto a quota 10mila per l’ingresso di nuovi immigrati

-Abolizione dello “ius soli”

-Stop al ricongiungimento familiare per gli immigrati

-Nuova tassa sull’assunzione di lavoratori stranieri

-Tassa addizionale del 3% su ogni prodotto importato

-Pensione piena a 60 anni (con 40 anni di anzianità contributiva)

-Abolizione della riforma del lavoro

-Obbligo della divisa a scuola

-Uscita dal comando integrato della Nato

-Cinquantamila militari supplementari

-Servizio militare universale di tre mesi

-Rifiuto di tutti i trattati di libero scambio

CONTI CORRENTI A CONFRONTO: ECCO I MIGLIORI (CLICCA)

Copyright © World Today Magazine – Riproduzione consentita segnalando il link e il nome della fonte

Precedente Italia declassata: le politiche a debito non funzionano... ovviamente! Successivo 25 aprile: una liberazione a metà