Le pensioni rappresentano oltre il 50% di tutta la spesa pubblica

Il sistema pensionistico italiano è il più caro d’Europa. Lo rivela il Quarto rapporto di Itinerari previdenziali che mette in fila una serie di numeri inediti. Spiega Alberto Brambilla, presidente Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali: «A differenza di quanto spesso si afferma – cioè che in Italia si spende molto meno per il welfare rispetto agli altri Paesi europei – la spesa per prestazioni previdenziali nel 2015 ammonta a 447,396 miliardi di euro e incide per il 54,13% sull’intera spesa statale, comprensiva degli interessi sul debito pubblico, e del 27,34% rispetto al PIL, cioè uno dei livelli più elevati in Europa e nel mondo. È evidente che si tratta di un onere difficilmente sostenibile in futuro, che già ora limita gli investimenti pubblici in tecnologia, ricerca e sviluppo, unica via per garantire la competitività del Paese e un futuro più favorevole per le giovani generazioni già gravate da un abnorme debito pubblico».

Ma che paese è quello dove i padri vivono con le tasse dei propri figli e dove per queste tasse si alimenta disoccuazione, stipendi risibili e denatalità?

Se le pensioni venissero pagate con un sistema contributivo (cioè dove ogni cittadino percepisse una pensione in linea ai contributi versati in passato non ci sarebbe nulla da eccepire) ma in italia il sistema pensionistico attuale è retributivo e cioè gli attuali pensionati percepiscono una pensione non in linea ai contributi versati ma in base alla retribuzione degli ultimi anni lavorativi o in base ad importi stabiliti per legge (come per le pensioni baby, i vitalizi, le minime e le reversibilità).

Si sta parlando di centinaia di miliardi sottratti per legge con le tasse ai giovani per pagare persone che a volte non hanno mai lavorato un giorno nella loro vita o che dopo alcuni anni di dirigenza pubblica percepiscono migliaia di euro vita natural durante.

Ricordiamo inoltre che il sistema pensionistico futuro è cambiato e gli attuali giovani (che ora pagano maggiori tasse per questi regali pubblici), in futuro non avranno questi vantaggi ma riceveranno una pensione in linea con i contributi versati (come sarebbe dovuto essere da sempre) ma avranno lo svantaggio di poter risparmiare molto meno in età lavorativa, proprio per la tassazione necessaria per pagare le pensioni di cui sopra.

Detto ciò non si riesce a capire come sia possibile che in Italia non ci sia un movimento giovanile che difenda i propri diritti sacrosanti contro un furto generazionale che sta creando disoccupazione, denatalità, cioè sta distruggendo il futuro di una generazione in nome di diritti…sbagliati!

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