L’attivismo provocatorio di Obama a meno di un mese dal termine del mandato

La quasi totalità dei media occidentali e americani sta sferrando attacchi personali al presidente eletto Trump, attacchi così schierati (contro il nulla visto che fino a prova contraria il nuovo presidente non ha ancora nessun potere esecutivo) non si sono mai visti in tutta la storia americana ma sono classici del modus operandi sottobanco ormai conclamato dell’attuale presidente uscente, il quale ha monopolizzato tutta l’informazione avendo compreso fin da subito che nel nuovo millenio l’importante è apparire e dire la cosa giusta anche se poi in pratica fai l’opposto per vie traverse.

Sicuramente il presidente Obama ha ereditato dal presidente Bush una situazione complessa sotto tutti i punti di vista, riuscendo a peggiorarla ulteriormente (speriamo che quando l’influenza ormai chiara sui media di questa amministrazione verrà meno, inizieranno a essere scritti articoli più veritieri su questo mandato tutt’altro che entusiasmante se non a parole).

  • L’economia usa è “ripartita” raddoppiando il debito / pil con posti di lavoro precari utilizzati nel conteggio a favore dell’occupazione (questione che ha inciso parecchio sulla perdita delle elezioni dei democratici sia per la casa bianca che in entrambi i rami del congresso, situazione che non si presentava da decenni a dimostrare una disfatta totale)
  • Dopo il miracolo del duo Reagan-Gorbačëv che terminarono la guerra fredda durata decenni, l’amministrazione Obama è riuscita a ricrearla
  • L’utilizzo dei servizi segreti in modo spudorato a favore delle primavere arabe e il relativo appoggio a frange estremiste è riuscita si a deporre qualche dittatore ma lasciando nord africa e medio oriente in balia del fondamentalismo dell’IS che ha peggiorato a livello esponenziale i problemi della zona con conseguenti migrazioni di massa che hanno portato agli attentati che conosciamo
  • Di contro l’Obama dei poveri ha generato il record storico per la borsa di Wall Street (quasi il 200% di guadagni ottenuti raddoppiando il debito pubblico), guadagnando l’apprezzamento dei repubblicani più incalliti

La cosa più incredibile dopo la sonora sconfitta dei democratici alle elezioni (sconfitta che rappresenta soprattutto una bocciatura al suo mandato, visto che la Clinton si è presentata come prosecuzione naturale ad esso) è l’attivismo provocatorio del presidente anche a pochi giorni da fine mandato (attivismo legittimo e consentito pienamente dalla costituzione ma totalmente fuori luogo perchè gli Usa hanno detto no a questa politica molto chiaramente con il loro voto).

Tralasciando la bassezza di stile nel non voler effettuare foto di rito con il nuovo presidente (cosa che storicamente non ha precedenti) e nell’averlo invitato solo una volta alla casa bianca per il passaggio di consegne, la forzatura grave sono le due decisioni prese dal suo esecutivo in sede ONU e contro la Russia, decisioni prese dopo il voto del nuovo presidente e in aperto contrasto con la futura amministrazione appena eletta (ripetiamo scelta legittimata dalla costituzione che consente a Obama pieni poteri fino al 20 gennaio, ma incomprensibile per ragioni di buon senso).

L’astensione storica degli USA all’ONU che praticamente rappresenta nei fatti un voto contro Israele e a favore dei mussulmani radicali (soprattutto nei giorni successivi l’attentato di Berlino e successivi all’elezione di Trump) è incomprensibile, ed anche la forzatura per ottenere nuove sanzioni verso la Russia 20 giorni prima dell’insediamento del nuovo presidente contrario ad esse è una provocazione globale.

La cosa certa è che Obama passerà alla storia come il presidente con la maggiore mania di protagonismo, sicuramente il migliore nell’apparire e nel dire la cosa giusta al momento giusto per far innamorare gli elettori e sembrare perfetto (salvo poi fare l’opposto nei fatti), su questo probabilmente è stato il migliore presidente della storia americana, riuscendo anche ad avere tutta la stampa ai suoi piedi (ma fortunatamente gli usa sono una democrazia e l’hanno dimostrato…)

Questo al netto delle considerazioni su Trump che al momento non può essere valutato, prima dovrà governare visto che i giudizi preventivi lasciano il tempo che trovano, come i nobel alla pace…

Di seguito il sondaggio dell’università Quinnipiac sul gradimento dei presidenti statunitensi, per il popolo americano gli ultimi due presidenti sono stati i peggiori della storia americana e la situazione globale ne è lo specchio

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