Google pagherà il conto di Alitalia

Notizia di oggi è che Google ha raggiunto un accordo con il fisco italiano dove pagherà 300 milioni di euro per presunta evasione fiscale da attività di vendita svolta in italia ma fatturata all’estero.

Parlando tecnicamente non si capisce perchè se un’azienda non viola nessuna  legge e decide in base alla fiscalità dei vari paesi dove stabilire la sua residenza fiscale in modo da pagare meno imposte (cioè applica quello che la legge internazionale consente), poi debba pagare una multa visto che non si può parlare di evasione fiscale.

Se un paese non è concorrenziale a livello fiscale (come il nostro) forse dovrebbe guardarsi allo specchio e abbassare la tassazione invece di intentare cause abbastanza forzate che lo portano in cattiva luce verso il mercato e verso le aziende che in futuro sceglieranno altri paesi dove stabilire il quartier generale, con conseguente perdita di potenziali posti di lavoro.

Detto ciò la mentalità italiana è chiara, colpire chi produce ed utilizzare le tasse per ridistribuire verso chi non produce, un po il mantra di tutti i paesi sovietici (poi ovviamente falliti).

In ogni caso Google per evitare ulteriori screzi ha deciso di pagare 300 milioni al fisco italiano, guarda caso la metà del prestito ponte necessario per mantenere in vita un’azienda decotta come Alitalia, l’altra metà è presumibile arriverà dal contenzioso aperto con altre società come Apple, Amazon e altre…

Come al solito l’italia salverà i conti con mezzi abbastanza discutibili, ma non salverà la faccia verso il mercato che in futuro ricorderà l’oppressione fiscale del nostro paese.

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