Classifica PIL pro capite globale

Il parametro del PIL in valore assoluto nella valuta di ogni paese non è un parametro molto rilevante per constatare la ricchezza dei propri cittadini, è importante come parametro legato al debito per verificare la sostenibilità dei conti pubblici ma non per analizzare la ricchezza del paese stesso.

Infatti a fronte di un PIL elevato in una determinata valuta può nascondersi una forte svalutazione della moneta che taglia il potere d’acquisto dei propri cittadini pur con un aumento del PIL, inoltre il PIL stesso va diviso per il numero di cittadini del paese per ottenere la reale ricchezza del suo popolo.

Detto ciò per avere una reale classifica della ricchezza di un paese è necessario riparametrare tutti i PIL in una singola valuta che generalmente è il dollaro (per allineare i poteri d’acquisto di valute differenti) e dividere il PIL ottenuto per il numero di cittadini del paese, ottenendo il PIL pro capire per cittadino.

Questo parametro ovviamente evidenzia una media della ricchezza ma non la sua distribuzione, infatti un paese con PIL pro capite medio elevato potrebbe in realtà avere tutta questa ricchezza concentrata in una piccola fetta di popolazione, con la restante in totale povertà.

In ogni caso è un parametro molto importante per evidenziare la reale ricchezza di un paese e l’Italia si colloca al 26° posto nel mondo con un PIL pro capire di circa 30 mila dollari annui, in vetta alla classifica troviamo un paese della zona euro (il Lussemburgo) con un PIL pro capire di oltre 100 mila $, al secondo posto la Svizzera con oltre 80 mila $, al terzo il Qatar e al quarto la Norvegia con dati simili alla Svizzera e al quinto gli Stati Uniti con 55 mila $ (sotto la classifica completa):

CONTI CORRENTI A CONFRONTO: ECCO I MIGLIORI (CLICCA)

Copyright © World Today Magazine – Riproduzione consentita segnalando il link e il nome della fonte

Precedente L'italia cresce meno di tutti i paesi della zona euro Successivo Gli USA stanno portando a termine la distruzione dell'euro per mantenere l'egemonia globale del dollaro