Ecco come fare per aumentare l’occupazione nel paese

La recessione infinita del paese è figlia di un insieme di concause che protratte per decenni ci hanno portato alla situazione attuale:

  • l’italia ha la demografia più anziana dei paesi occidentali insieme al giappone (ma a differenza del giappone non ha multinazionali)
  • ha il sistema pensionistico più opprimente dell’occidente basato su un sistema retributivo (vale a dire che gli attuali pensionati percepiscono una pensione più elevata rispetto ai contributi versati, pagata tramite la tassazione verso la parte produttiva).
  • il mantenimento del sistema pensionistico e della spesa pubblica in generale ha portato la tassazione sulle aziende al 65% (tralasciando il debito pubblico che ad oggi è tutelato dalla BCE)
  • questa tassazione non permette l’assunzione di giovani perchè o le aziende si recano all’estero, o assumono personale a tempo (troppo costoso assumere definitivamente personale con una tassazione simile).
  • diminuire l’età pensionabile delle persone non aiuta assolutamente il ricambio lavorativo, anzi peggiora la situazione perchè più persone andranno in pensione, più sarà necessario aumentare la tassazione che porterà sempre più aziende all’estero e non ad assumere giovani nel paese.
  • questo circolo vizioso sta portando ad un crollo delle nascite perchè le nuove generazioni molto spesso sono impossibilitate economicamente a creare una famiglia (stipendi bassi per la tassazione, contratti precari e nessuna possibilità di ottenere un mutuo).

I dati bankitalia confermano che nel nostro paese la generazione over 60 ha un patrimonio immobiliare e finanziario che in media supera i 300 mila euro a testa (in aumento) e la stessa generazione percepisce pensioni retributive per oltre 300 miliardi all’anno (che è la voce di spesa più alta per il paese):

spesa-pubblica

Se queste pensioni fossero pagate con il sistema contributivo (cioè sugli effettivi contributi versati) non ci sarebbe nulla da eccepire ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un sistema retributivo dove ogni pensionato percepisce molti più soldi di quanti ne abbia versati nella propria vita.

Un paese dove i padri “distruggono” la vita dei propri figli per legge ed ottenere denaro non dovuto è un crimine contro l’umanità e in questo l’italia è prima in classifica, infatti la classe sociale sotto i 40 anni ha un patrimonio immobiliare e finanziario negativo (dovuto a stipendi bassi, dilaniati dalle tasse per pagare i diritti di cui sopra che rendono necessari mutui a vita per riuscire ad avere una casa dove vivere).

Per rimettere in moto il paese basterebbe una riforma delle pensioni seria e retroattiva, dove ogni pensionato percepisca una pensione in linea con i contributi versati nella propria vita e niente di più (con un minimo per le situazioni disagiate per permettere una vita dignitosa).

Non si capisce perchè un paese deve distruggere i propri figli per regalare denaro non dovuto alla classe sociale che in media è già quella più ricca del paese, ma questo si ripercuoterà anche su di loro perchè il sistema rischia di saltare.

Secondo la CGIA di Mestre ed anche secondo l’INPS, una riforma delle pensioni in linea con i contributi versati consentirebbe di tagliare la spesa pubblica di circa 100 miliardi all’anno, 100 miliardi che possono essere utilizzati per tagliare drasticamente la tassazione sul lavoro e dare una vita dignitosa ai nostri figli ma purtroppo la classe sociale che ha questi privilegi è anche quella numericamente più grande e che vota maggiormente e quindi la politica non può intaccare i loro privilegi.

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