L’articolo 18 è contro i lavoratori

La notizia del professore della scuola veneta è su tutti i giornali (vedi articolo) ma nessuno sta analizzando a livello sistemico il significato di questa situazione.

Il professore assunto a tempo indeterminato da poco tempo con la nuova legge denominata “la buona scuola” (che a posteriori sembra una barzelletta), una volta ottenuto il posto fisso a vita che ha accettato, non si è mai presentato nell’istituto per motivi famigliari non specificati.

Dopo che l’istituto è riuscito a trovare un’ottima supplente, essa è stata licenziata per il ritorno del professore di ruolo, il quale dopo un solo giorno di lavoro si è assentato nuovamente per un tempo imprecisato, causando il licenziamento della supplente.

Oltre alla situazione disastrosa in cui versa la scuola, dove ottimi insegnanti sono costretti a farsi da parte per lasciare spazio a “insegnanti” che percepiscono uno stipendio molto più vicino a un sussidio di nullafacenza rispetto ad una retribuzione di lavoro vera e propria sorge questa domanda: cosa tutela l’articolo 18?

In questo caso come in molti altri (sia nel pubblico che nel privato) ci troviamo di fronte ad una legge che tutela dei nullafacenti, obbligando a licenziare dei lavoratori, con l’aggravante che nella scuola la nullafacenza forma studenti mediocri che rischiano di rimanere disoccupati per la poca preparazione ricevuta.

Perchè il “diritto” di una persona di percepire soldi senza far nulla deve essere anteposto al diritto di un lavoratore meritevole di mantenere il posto di lavoro che infatti deve essere allontanato per legge per lasciare il posto al nullafacente a cui spetta di diritto un posto di lavoro?

Inoltre perchè sempre il diritto di una persona di non far nulla è anteposto al diritto di altre 20 persone (gli studenti) di ricevere un’istruzione adeguata?

Il sistema italia in questo modo tutela il nullafacente, licenzia un lavoratore meritevole e crea generazioni con preparazione inadeguata causando in futuro nuovi disoccupati.

Questo non è un diritto, è un furto del singolo verso il bene collettivo e visto che queste situazioni sono all’ordine del giorno anche nelle aziende private sorge una domanda: siamo sicuri che l’articolo 18 tutela i lavoratori?

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