Senza tagli alla spesa improduttiva, una patrimoniale sui risparmi è inevitabile

Spesso politica e matematica non vanno d’accordo, a prescindere dall’ideologia di destra, sinistra, statalista, liberista e via dicendo alla fine bisogna fare i conti con la realtà, perchè 1+1 fa sempre e comunque 2 a prescindere dall’ideologia, anche se i politici riescono a far credere l’opposto agli elettori per avere consenso.

La realtà italiana è la seguente (vedi approfondimento) con un debito / PIL di oltre il 130% e questo significa che la spesa pubblica fatta dall’italia non serve a creare crescita economica ma è solo spesa corrente fine a se stessa. Infatti il rapporto debito / PIL è un parametro molto interessante perchè lega la crescita del paese al suo debito, se il debito aumenta di pari passo con il PIL significa che la spesa a debito porta crescita economica quindi il debito anche se aumenta è sostenibile e il rapporto debito / PIL cala o al più rimane costante, diversamente se il debito aumenta senza benefici per il PIL significa che la spesa dello stato non è produttiva ma finisce nelle tasche di qualcuno ed inevitabilmente il debito / PIL aumenta, segnalando che la spesa fatta dallo stato è negativa.

Dopo aver capito che parlare di spesa pubblica in generale non ha senso perchè dipende come viene utilizzata la spesa stessa (se per investimenti o per arricchire politicamente parte del paese), passiamo ad analizzare la situazione italiana rispetto agli altri paesi globali.

Il debito pubblico italiano sul PIL è uno dei più alti del mondo (come visto oltre il 130%) e per rendere sostenibile il debito stesso sui mercati finanziari ed i tassi da pagare su di esso sarebbe necessario portarlo sotto il 100% del PIL e questo si può fare solo tagliando la spesa pubblica improduttiva che ha portato appunto il debito a questi livelli (scelta migliore perchè abolirebbe tutti gli squilibri che hanno portato a questa situazione) oppure quando terminerà la politica espansiva della BCE (che attualmente acquistando il debito italiano abbassa gli interessi che lo stato deve pagare sul esso, politica che però porta squilibri economici e non può proseguire per molto tempo, vedi approfondimento) il debito non sarà più sostenibile e sarà necessaria una patrimoniale (o tramite tassazione o uscendo dall’euro, che è una patrimoniale sui risparmi perchè il mercato svaluterà la nuova moneta che quindi perderà potere d’acquisto aumentando i prezzi, vedi approfondimento).

Facendo un rapido calcolo, essendo il debito di 2200 miliardi ed il PIL meno di 1700 miliardi, per arrivare ad un debito / PIL del 100% sarebbe necessaria una patrimoniale di 500 miliardi di euro (o uscire dall’euro e svalutare la valuta in egual misura, aumentando i prezzi di conseguenza e chiudendo lo squilibrio).

Essendo la ricchezza netta italiana (finanziaria e immobiliare esclusi i debiti) di circa 8500 miliardi, per chiudere lo squilibrio sarebbe necessaria una patrimoniale del 6% circa sui risparmi.

Un’altra strada migliore (che però incontra dei problemi di opinione pubblica in italia) è quella delle privatizzazioni e della vendita del patrimonio pubblico italiano ed utilizzare il denaro per chiudere il debito pubblico in eccesso.

In ogni caso sia la patrimoniale (sia essa in euro o tramite svalutazione in una valuta differente), sia la vendita del patrimonio pubblico non incidono sulla spesa corrente ma chiudono la problematica debito nel presente ma non in modo sostenibile per il futuro, quindi nonostante queste manovre senza un taglio alla spesa improduttiva si continuerà ad accumulare altro debito improduttivo in futuro portandoci tra alcuni anni alla situazione attuale.

 

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