Referendum: i vantaggi del sì e del no

Senza entrare nel merito politico del referendum vediamo quali possono essere i vantaggi di una vittoria del no o del si

NO (vantaggi pluralismo, svantaggi instabilità di governo)
Se vincesse il no rimarrebbero due camere elette direttamente dal popolo, sarebbe necessaria la fiducia di entrambe per esprimere un governo ed anche per l’approvazione delle leggi.
Questo permette ad ogni elettore (oltre i 25 anni di età) di votare sia per la camera che per il senato con schede differenti (come avviene tutt’ora), rendendo possibile il voto disgiunto.
In pratica se un elettore ha idee differenti o trasversali rispetto ai partiti presenti o se ritenesse pericolosa la vittoria di un singolo partito, potrebbe votare per un partito alla camera e per un altro al senato, forzando in questo modo la ricerca di un governo tecnico in parlamento senza consegnare una maggioranza certa ad un partito.
Questo è differente rispetto al fatto di non votare o votare scheda bianca dove ci si limita a lasciare la scelta agli altri elettori, con il voto disgiunto si forza la vittoria di due partiti differenti nelle due camere costringendo al dialogo per creare un governo tecnico (che potrebbe anche non nascere facendo tornare il popolo alle urne).
Ovviamente questo crea instabilità governativa ma è un’arma molto potente per limitare il potere delle singole liste.

SI (vantaggi stabilità governo, svantaggi minore pluralità)
Se vincesse il si, si vota per una sola camera che da la fiducia e vota le leggi quindi il voto disgiunto non è più disponibile (avendo una sola scheda o si vota un partito o ci si astiene).
Inoltre in questo caso la legge elettorale ha una valenza maggiore, una legge come quella attuale con ballottaggio (italicum), consente di dare una maggioranza certa al partito vincitore creando stabilità al governo (in pratica votando quasi direttamente il premier anche se i parlamentari di maggioranza potrebbero sempre sfiduciarlo e sostituirlo con un altro rappresentante del partito).
Se però la legge elettorale venisse modificata con un proporzionale non ci sarebbe un partito vincitore ma sarebbe necessario in ogni caso creare una coalizione di governo per avere una maggioranza, rispetto al no in questo caso sarebbe sufficiente trovare la maggioranza nella sola camera che successivamente voterà le leggi una singola volta ed esprimerà il governo.

Concludendo il sì snellisce l’iter legislativo, facendo votare le leggi in una sola camera e sottoponendo il governo alla fiducia di quella singola camera (inoltre lasciando la legge elettorale inalterata consente nei fatti di far votare direttamente il premier da parte dei cittadini, legge elettorale che può però essere modificata in ogni momento).
Con il no si manterrebbe l’iter legislativo inalterato e cioè con la necessità di votare le leggi sia alla camera che al senato, consentendo di votare partiti differenti nelle due camere per evitare la vittoria di un premier e forzare governi tecnici essendo necessaria la fiducia dei due rami del parlamento.

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