Perchè iscriversi a linkedin

Nel mondo dei social, quasi tutti improntati sulla propria vita personale, l’unico che si differenzia per la sua utilità per la possibilità di crescita professionale che offre è sicuramente linkedin.

Anche nel nostro paese questo social improntato sulla propria carriera lavorativa stà prendendo piede ed ha raggiunto quasi 10 milioni di iscritti, soprattutto per quanto riguarda le posizioni medio altre o anche giovani rampanti che vogliono ampliare il proprio networking e far conoscere la propria persona.

Purtroppo le potenzialità di questo social sono sfruttate soprattutto da chi ha già un buon lavoro per migliorare la propria posizione o da posizioni apicali per interagire con omologhi di altre aziende, mentre è totalmente ignorato da chi ha posizioni lavorative precarie.

Alcune indagini evidenziano che oltre il 50% dei lavoratori con posizioni lavorative stabili utilizzando il social per ampliare le proprie conscenze, viceversa meno del 10% dei lavoratori con posizioni lavorative precarie o dei disoccupati utilizza la piattaforma per migliorare la propria posizione.

Questa indagine quindi conferma che linkedin è utilizzato maggiormente da chi teoricamente ne ha meno bisogno, mentre è quasi ignorato da chi si trova ai margini del mondo del lavoro, quasi a sottolineare che è in atto una sorta di selezione naturale nel mondo del lavoro stesso con lavoratori in continua ricerca di miglioramento ed altri che percepiscono il lavoro come mera fonte di sostentamento economico e non occupano il tempo libero al miglioramento della propria posizione professionale.

Questa differenza di utilizzo non è nemmeno dovuta alla scarsa attitudine digital perchè la parte di lavoratori che ignora linkedin è pienamente attivo su altri portali come facebook. Da notare che i recruiter vagliano tutti i profili social dei possibili candidati prima delle assunzioni e spesso una gestione sbagliata della propria identità digitale (come per esempio un profilo facebook che riporta foto e atteggiamenti poco idilliaci) porta ad essere scartati durante la scelta dei candidati.

In questa epoca molte persone non considerano le problematice insite nell’utilizzo dei social in modo troppo disinvolto, soprattutto quando i profili non limitano la privacy o riportano tutti i propri dati personali (come nome, cognome e luogo di residenza); in questo modo è semplicissimo risalire alla persona di riferimento, verificare lo stile di vita e valutarlo idoneo o meno per una assunzione.

Per mantenere un’identità digitale pulita sarebbe ottimale non creare profili pubblici con tutti i propri dati personali (magari omettendo il cognome e il luogo di residenza) tranne ovviamente per il profilo linkedin che deve essere completo e professionale.

In una fase storica come quella attuale dove l’impegno a migliorare se stessi è sempre più fondamentale, consigliamo a tutti di creare il proprio profilo su questo social professionale e sfruttare appieno le sue possibilità di scambio di competenze e di crescita professionale.

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