Lavoro in Italia: meno del 40% della popolazione ha un’occupazione (ISTAT)

Di seguito riportiamo i dati ISTAT sull’occupazione italiana:

  • i primi dati riportano il numero di occupati sul totale della popolazione (meno del 40%), su questo dato che è uno dei più bassi dell’occidente incide l’età media della popolazione (molto elevata e quindi formata da molti pensionati da retribuire) e l’elevato numero di inattivi (oltre il 20% della popolazione) che non ha lavoro ma nemmeno lo cerca.
    Pensionati ed inattivi (che insieme formano oltre il 50% della popolazione, il resto sono giovani) vengono indirettamente mantenuti dalla tassazione dei lavoratori che essendo in minoranza (meno del 40% contro oltre il 50%) subiscono una pressione fiscale oltre il 50%, appunto per retribuire quelli di cui sopra.
    Da qui si evince il disfunzionamento del sistema italia.
  • nella seconda parte si prende in considerazione solo la popolazione in età attiva (cioè tralasciando giovani e anziani che ovviamente non possono essere considerati forza lavoro), in questo modo si ha una visione depurata dalla demografia ma anche in questo caso gli inattivi (cioè quelli che non lavorano e non cercano impiego) sono quasi il 40%.

L’insieme di questi due dati evidenziano perchè l’italia è in crisi economica e perchè rischia di proseguire in questo lento declino, il primo passo sarebbe disincentivare l’inattività delle persone e rivedere tutto il sistema pensionistico, tagliando drasticamente la spesa verso queste persone e le tasse, per offrire un lavoro e un futuro almeno decente ai giovani.

ITALIA DIVISA: NORD E SUD SONO DUE PAESI DIFFERENTI

L’immagine dell’italia prende in considerazione il numero di lavoratori di ogni regione, rispetto alla totalità della popolazione in età attiva (cioè togliendo giovani e anziani).

I dati sono molto bassi in tutta italia (anche perchè siamo un paese con poca partecipazione femminile al lavoro, altra anomalia italiana rispetto a tutto l’occidente che aumenta la tassazione), inoltre si evidenzia la situazione veramente preoccupante del sud italia che ha dati più vicini a paesi emergenti che non occidentali.

La disparità nord sud è preoccupante, non solo economicamente ma anche socialmente perchè alimenta lo scontro all’interno del paese, portando il nord a scelte drastiche come il referendum (consultivo) indipendentista previsto in Lombardia e Veneto fra alcuni mesi.

 

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