La situazione italiana è tutta colpa del liberismo economico, che però non esiste

Nel nostro paese ormai c’è l’ideologia trasversale dilagante (cavalcata da tutte le forze politiche senza eccezioni) secondo cui il paese sia in crisi irreversibile per colpa del liberismo economico.

Probabilmente questa frase può avere un senso negli stati uniti ma in europa (che detiene il 50% del welfare globale ovvero di spesa sociale) o in italia dove quasi il 70% del PIL viene generato da aziende pubbliche è un ossimoro.

Infatti basta dare uno sguardo al sistema italia per comprendere che la stragrande maggioranza dell’economia è gestita pubblicamente: pensioni, scuola, sanità, trasporti, utility energetiche, acqua, rifiuti, grandi aziende strategiche come eni, enel, terna, snam ecc ecc gestite tramite cassa depositi e il tesoro, banche che fino a pochi anni fa erano tutte gestite da fondazioni pubbliche tramite la politica che le ha ridotte nella situazione che tutti conosciamo.

Tutte queste attività svolte pubblicamente raggruppano un giro d’affari che supera i 1000 miliardi di euro all’anno su un PIL complessivo italiano che si aggira intorno ai 1600 miliardi a dimostrazione che il privato nel paese è in netta minoranza e caratterizzato da aziende medio piccole o da filiali di grandi aziende estere.

L’insieme del nanismo industriale privato causato da una tassazione che ha il record globale (ttr al 65%), legato alla gestione pubblica disastrosa di tutti i maggiori settori evidenziati in precedenza ha creato la situazione italiana attuale.

Con questi dati parlare di liberismo economico distruttivo in italia vuol dire distorcere totalmente la realtà del paese che a tutti gli effetti sta morendo per il problema opposto e cioè per uno statalismo clientelare tutelato dal parlamento stesso.

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