La situazione delle banche italiane

Il grafico evidenzia la situazione delle banche italiane a fine 2016:

  • Intesa Sanpaolo si conferma la prima banca italiana con un valore di mercato che si aggira intorno ai 40 miliardi, valore stazionario nell’ultimo anno che conferma la solidità dell’istituto che ha trovato il giusto mix tra banca tradizionale e online, oltre ad avere il primo investment banking italiano formato dal mix fideuram/sanpaolo invest e una delle più importanti banche di investimento (banca imi).
  • Tra il gruppo di testa fa eccezione Unicredit che pur essendo la seconda banca italiana con un valore di mercato inferiore ai 20 miliardi è in continuo calo (in un anno la perdita di valore è stata del 50%), evidenziando i problemi di patrimonializzazione dell’istituto che necessita di oltre 10 miliardi di capitale nei prossimi mesi.
  • Al terzo posto troviamo Mediobanca con un valore di mercato oltre i 5 miliardi, in aumento nell’ultimo anno del 15% a significare l’ottima gestione dell’istituto soprattutto tramite la piattaforma online di che banca!, confermando il trend in atto dove gli istituti sbilanciati verso l’online e l’investment banking a discapito del credito, hanno conti nettamente migliori
  • Trend confermato dalla quarta banca italiana, nata negli ultimi decenni online e cioè Fineco, con un valore di mercato di oltre 3 miliardi in aumento del 15% sull’anno precedente, dimostrando che le banche del futuro devono puntare sulle nuove tecnologie e un rapporto con il cliente più basato sulla consulenza e non sullo sportello ormai obsoleto

A seguire tutte le altre banche italiane che avendo una gestione più tradizione (prevalenza dello sportello sull’online, poca consulenza per gli investimenti e credito alle piccole imprese che faticano ad onorare gli impegni perchè spesso sono fuori mercato e questo impatta sui bilanci delle banche) stanno subendo una crisi ad oggi reiterata, con valori di mercato degli istituti sotto i 3 miliardi in continuo calo rispetto agli anni precedenti.

Il sistema bancario deve completamente cambiare strategia di business se vuole restare sul mercato: l’attività classica di sportello e di finanziamento della micro impresa purtroppo nella globalizzazione non è più profittevole e deve essere modificato con servizi online completi, filiali che non devono più essere formate da sportelli ma da consulenti per investimenti e finanziamenti erogati solo dopo attenta analisi del business plan delle aziende che deve essere profittevole.

Nella classifica sono state tralasciate le banche di investimento con promotori finanziari come mediolanum, banca generali, ecc ecc che non sono istituti bancari classici ma finalizzati all’investimento (che consente loro di crescere costantemente).

Senza questi cambiamenti il sistema bancario continuerà ad avere forti problemi che si ripercuoteranno sul sistema paese.

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