Italia: 23 milioni lavorano e pagano le tasse, 37 milioni vivono di soldi pubblici

La matematica non è un’opinione, l’articolo seguente non vuole parlare di diritti sociali o di etica ma di meri calcoli matematici (perchè si può parlare di diritti finchè si vuole, ma se i conti non tornano il sistema non funziona).

Ad oggi la popolazione attiva in italia (e per popolazione attiva si intendono lavoratori dipendenti sia privati che pubblici, sia tutti i lavoratori autonomi) è di circa 23 milioni di persone (vedi dati istat), cioè in italia ci sono 23 milioni di persone che lavorano e vengono tassate dallo stato.

Siccome la popolazione italiana è di 60 milioni (vedi dati istat) il conto è semplice e cioè 37 milioni di persone vivono di soldi pubblici, cioè percepiscono soldi dalle tasse pagate dai 23 milioni di persone attive.

Da qui si evince perchè la tassazione in italia è la più elevata del globo (visto che oltre il 60% della popolazione è mantenuto dalle tasse del restante 40%).

Ovviamente non è possibile pretendere che un teenager entri nel mondo del lavoro a 10 anni (anzi un paese evoluto dovrebbe avere un sistema tale da consentire un’istruzione al top a tutti i meritevoli fino all’università, essendo un investimento per il futuro), come non è possibile pretendere di lavorare oltre i 70 anni (soprattutto per i lavori usuranti) e in questo caso dopo decenni di contribuzione è sacrosanta una dignitosa pensione in linea con quanto versato durante la vita lavorativa. Le medesime considerazioni possono essere fatte per il sistema sanitario, giudiziario e per le forze dell’ordine, essenziali per un paese occidentale.

Ma qui dovrebbero finire i diritti ed iniziare i doveri, nessun paese occidentale ha oltre il 50% della popolazione femminile tra i 25 e i 60 anni fuori dal mondo del lavoro (e nonostante questo facciamo anche meno figli), come un paese evoluto non dovrebbe pagare pensioni retributive, baby, vitalizi e reversibilità verso chi non ha mai lavorato un giorno nella vita (vedi approfondimento) perchè questi non sono diritti ma regali pagati con le tasse di altri cittadini (che spesso percepiscono 1000 euro al mese con contratti precari o vedono fallire la propria impresa per le tasse), senza contare tutta la corruzione e l’indotto di stipendi politici pachidermici (vedi spesa pubblica italiana).

Se questi sono i diritti (sbagliati) da pagare nel nostro paese non ci si può stupire che la tassazione su lavoro è a livelli record, però dobbiamo ricordare che ogni paese che ha tassato la parte produttiva del paese per ridistribuire verso quella improduttiva, storicamente è sempre fallito o finito in miseria.

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