Fare o non fare figli? due forme di egoismo

Quando vengono pubblicati i dati sulle nascite del nostro paese sono impietosi con un continuo calo perenne, questo per il nostro sistema economico è molto grave perchè l’italia ha (purtroppo) un sistema pensionistico basato sulla ridistribuzione (cioè sulla tassazione dei lavoratori per pagare gli anziani) mentre tutti gli altri paesi occidentali basano il sistema pensionistico sull’accumulo (cioè ogni singola persona risparmia nel corso della sua vita lavorativa tramite un fondo pensione senza tassare altri cittadini), cioè le pensioni generalmente non sono legate alla demografia come il nostro.

Cosa farà il nostro paese se in futuro gli anziani saranno in numero maggiore rispetto ai lavoratori?

Tralasciando la questione economia ed entrano nel campo sociale purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi chi decide di fare o di non fare un figlio prende la decisione in base ai suoi interessi e non pensando all’interesse del figlio.

Chi non fa figli generalmente prende questa decisione per avere maggiore tempo per se stesso (in alcuni casi c’è anche il problema economico ma secondo gli ultimi sondaggi questo è un problema minore).

Viceversa chi fa figli generalmente non pensa molto al futuro che può dare al nuovo nascituro (basta vedere la percentuale di divorzi immediatamente successiva alla nascita del figlio), chi fa figli in genere è perchè li vuole per se senza però pensare al fatto che sta mettendo al mondo una persona senza il suo consenso e quindi il buonsenso vorrebbe che quando si sceglie per qualcun altro si rifletta sul futuro e sulle conseguenze che subirà questa nuova persona.

Purtroppo sia chi non fa figli perchè impegnato con se stesso, sia chi fa figli solo pensando al fatto di volerli (perchè da piccoli sono belli, perchè hanno già impostato la vita futura del figlio stesso o per avere una persona che li accudisca nella vecchiaia) dovrebbero iniziare a pensare in terza persona e cioè dal punto di vista del figlio e non di se stessi.

Nel mondo milioni di bambini vivono nelle difficoltà, non solo economiche e di salute ma anche psicologiche e sociali e il nostro paese non fa differenza quindi sarebbe meglio riflettere prima di mettere al mondo una persona che bisogna ricordare “non è nostra”.

Viceversa chi è impegnato solo con se stesso potrebbe valorizzare la propria vita adottando o prendendo in affidamento uno dei tanti bambini in condizioni di difficoltà, infatti se in italia si fanno pochi figli nel mondo se ne fanno troppi e molto spesso in condizioni che non consentono una vita dignitosa (ne economica, ne per il contesto sociale e familiare in cui questi bambini sono inseriti).

Purtroppo le adozioni e gli affidi non sono molti perchè chi vuole un figlio generalmente lo concepisce per dire “è mio” mentre chi non vuole figli è troppo impegnato con se stesso ma questa è la più grande forma di amore e altruismo che si possa fare in questo mondo.

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