Analisi veritiera della situazione politica e dei partiti italiani

Cerchiamo di fare un’analisi il più possibile realistica della situazione italiana (non avendo nessuna affiliazione politica), facendo notare l’inconsistenza dei programmi elettorali di tutti gli schieramenti in modo oggettivo e matematico.

DESTRE
Abbiamo inserito il termine al plurale perchè è lo schieramento politico con maggiori problematiche, ad oggi il leader politico è sicuramente Salvini il quale però non riesce ad unificare intorno a se una coalizione di destra anche perchè berlusconi non disdegna l’attuale maggioranza, di facciata sembra che faccia opposizione ma se andiamo nel dettaglio forza italia in parlamento sta lasciando carta bianca salvo alcuni parlamentari che fanno battaglie indipendenti, questo è necessario a berlusconi per le sue aziende che a livello di management non disdegnano la linea di governo attuale. Detto ciò, siccome berlusconi continua a mantenere un seguito di oltre il 10% di elettori che hanno più interessi in comune con il governo rispetto alla lega, o Salvini riesce a spostare totalmente l’elettorato verso di lui o sarà molto improbabile che riusciranno a formare una maggioranza.
A livello di programma quello di forza italia è inesistente visto che non si sa nemmeno chi sia il leader, Berlusconi preme per Parisi con idee più governative mentre la vecchia guardia è più incline all’accordo con Salvini. La lega dal canto suo ha un programma molto chiaro a livello di politica interna ed estera ma oggettivamente impraticabile a livello economico, tralasciando la scommessa dell’uscita dall’euro che è un biglietto di sola andata (o funziona o si finisce come l’argentina senza possibilità di tornare indietro, vedi approfondimento) il programma si basa su una flat tax che abbatte la tassazione (ottimo), legata ad un aumento vertiginoso della spesa pubblica soprattutto per pensioni e investimenti in aziende pubbliche (e questo stride a livello matematico con la flat tax precedente). Per poter implementare un programma di questo tipo servirebbe una spesa a deficit che si avvicina al 10% che si tradurrebbe in un forte aumento di debito pubblico negli anni a venire che essendo già al 135% del pil rende la manovra impossibile. Questo lascia pensare che si tratta solo di proposte propagandistiche e una volta al governo la lega dovrà scegliere se portare avanti l’idea della flat tax tagliando le tasse e la spesa (in questo caso l’abolizione della legge fornero o simili sarebbero impossibili), o aumentare la spesa abbandonando la flat tax (in questo caso sarebbe possibile portare avanti tutte le politiche espresse ma aumentando ovviamente la tassazione).

5 STELLE
Anche il programma 5 stelle non è molto chiaro a parte il tema centrale di demolire l’attuale classe politica dirigente (cosa eticamente anche condivisibile) e che si basi sui tagli di spesa ai politici ma qui finisce il programma. L’idea della partecipazione dal basso (cioè dare la parola agli italiani in ogni momento con sondaggi sul sito o tramite referendum) stride con i fatti vista la battaglia legale dei 5 stelle per cercare di annullare il referendum popolare sulla costituzione, la posizione sull’euro o l’europa cambia di settimana in settimana salvo poi sostenere che la scelta sarà presa dai militanti dopo il voto (cosa che invece andrebbe espressa prima). Anche le politiche di spesa pubblica come reddito di cittadinanza o altre non avrebbero coperture finanziarie se non aumentando la tassazione mentre un punto chiaro è la gestione centralizzata dell’economia e delle aziende. Inoltre l’appoggio legittimo al no sul referendum stride con la volontà di non fare accordi elettorali visto che l’attuale costituzione con bicameralismo paritario impone coalizioni perchè le maggioranze singole in due camere differenti sono impossibili (a meno di non avere il 51% dei voti, mai successo nel mondo a nessun partito).

SINISTRA PD
La sinistra pd (che con il pd renziano non ha nessun legame visto che basa la sua idea politica sul vecchio corporativismo da prima repubblica dello scambio di poltrone) non esce dal pd stesso solo per interessi politici visto che potrebbe essere spazzata via, sperano di riprendere il controllo del partito in caso di fallimento di Renzi.

PD DI GOVERNO
Il pd di governo sembra si stia dirigendo verso la vecchia dc, partito come rottamazione della politica sta imbarcando tutti quelli che non vogliono salvarsi dal titanic della riforma costituzionale (nel senso che se passasse la riforma e rimanesse l’italicum, vedi approfondimento) non ci sarebbe più spazio per una miriade di partiti e poltrone, o si è in maggioranza o si è fuori. Renzi sta cercando di portare avanti questo consenso con la concertazione (che in passato aveva detto di voler abolire) con i sindacati che hanno avuto i loro soldi per pensionati e assunzioni pubbliche, con la magistratura che non si riforma e sfruttando la finestra temporale concessa dalla BCE con tassi negativi per elargire denaro agli elettori invece di riformare il sistema per il futuro, con il risultato che il debito/PIL continua ad aumentare anche se essendo al governo non può spingersi oltre un certo livello (come possono fare le opposizioni che a parole hanno programmi economici da deficit incontrollato).

ANALISI FINALE
Questo è il quadro attuale della politica italiana, purtroppo nell’offerta manca la presenza di un partito che faccia del taglio della spesa pubblica improduttiva il suo programma o che metta i giovani al centro dell’agenda (gli anziani sono molti di più e sono sempre presenti alle urne e questo rende le politiche di ogni partito molto vicine alle esigenze di questa classe sociale). In realtà un partito di questo tipo non avrebbe mercato perchè gli elettori vogliono un governo centrale attivo che faccia gli interessi di chi esprime il voto, a differenza di altri paesi occidentali dove c’è sempre la volontà di avere vantaggi ma si mette al centro la scelta di un governo che dia stabilità al sistema e non un governo che metta al centro le mance elettorali come i nostri partiti, siano essi in maggioranza o all’opposizione.

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