Abolire il canone RAI

All’alba del 2017 parlare di servizio pubblico televisivo come interesse nazionale è anacronistico, molti obbietteranno che il paese più liberista d’europa (cioè l’inghilterra) ha un servizio pubblico televisivo nazionale con canone.

Questo è vero ma l’inghilterra ha anche una pressione fiscale generale che è la metà di quella italiana e quindi se si vuole paragonare i due sistemi, allora bisogna copiare anche tutto il resto e tagliare tutta la spesa pubblica improduttiva.

Visto che siamo in italia e che la tassazione ha il record globale dei paesi occidentali forse è meglio iniziare a liberalizzare qualcosa e la rai sarebbe un piccolo passo.

Se non la si vuole privatizzare per mantenerla statale l’importante è che il canone sia abolito e che lo stato non versi più nemmeno un euro per la gestione disastrosa dell’azienda la quale se non riesce a finanziarsi da sola deve iniziare a tagliare le spese.

In questi giorni è sorta la polemica sul tetto degli stipendi in rai sostenendo che i professionisti fanno guadagnare il gruppo, se questo è vero perchè allora la rai è sempre in perdita anche con il pagamento obbligatorio del canone?

Ai cittadini non interessa qual è il conduttore che merita lo stipendio o quali sono gli sprechi, questo è un problema dell’amministratore delegato che deve risolvere internamente visto che è pagato profumatamente per questa attività.

Prima di pagare stipendi milionari l’azienda deve essere in attivo anche senza il pagamento del canone mentre ad oggi è in passivo anche con il pagamento del canone.

Quindi come è possibile che tutti i professionisti rai sostengono che il tetto agli stipendi è sbagliato perchè loro fanno guadagnare l’azienda, se poi i conti sono negativi anche con l’obbligo del canone? I conti non tornano.

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